L'articolo 26 del Decreto Rilancio (D.l. n. 34/2020) prevede specifiche agevolazioni dirette ad incentivare le PMI che procedono con operazioni di aumento di capitale per rafforzare la propria struttura patrimoniale. Come funzionano questi incentivi?

Il Decreto legge n. 34/2020 (cd. Decreto Rilancio) contiene un pacchetto di misure destinato a supportare e rafforzare le imprese innovative. Il legislatore si propone così di incentivare la raccolta di capitale per startup e PMI innovative potenziandone la capitalizzazione e favorendone la crescita, intendendo ridurre il divario esistente tra l'Italia e altri paesi UE nel venture capital rivolto a queste imprese.

La gestione della Fase 2 nell'ambito dell'operatività delle imprese pone alcune rilevanti questioni in merito alla responsabilità del datore di lavoro in materia di sicurezza e di tutela della salute del personale dal rischio Covid-19. Sulla questione è intervenuta la Corte di Cassazione (sentenza n. 13575/20 depositata il 5 maggio 2020) confermando alcuni principi in tema di responsabilità delle società.

L'articolo 106 D.l. n. 18/2020 ha previsto che le assemblee societarie durante l’emergenza si possono tenere totalmente mediante audio/video conferenza (qui uno specifico approfondimento). Nella prassi la modalità di svolgimento totale in audio/video conferenza risulta minoritaria. Nel caso in cui si intenda procedere all'assemblea unendo modalità tradizionale con quella più tecnologica occorre seguire queste precise istruzioni operative.

Le restrizioni governative alla produzione, all’esportazione di beni e all’erogazione di servizi, come noto, anche nei rapporti internazionali, hanno reso più complessa la gestione dei rapporti contrattuali con la conseguenza che molte imprese si sono trovate costrette a far valere la forza maggiore (si vedano questi miei approfondimenti sul tema: 1 e 2). Nella contrattualistica internazionale, oltre alla forza maggiore, può in alternativa, trovare applicazione la clausola di hardship.

Il decreto legge n. 23/2020 (cd. Decreto Liquidità) sospende l'applicazione di alcune norme del Codice Civile allo scopo di assicurare la continuità delle imprese limitando le conseguenze sui patrimoni aziendali derivanti dalla crisi conseguente all'emergenza sanitaria. 

L'emergenza Covid-19 ha portato all’emissione di provvedimenti normativi che hanno bloccato molte attività economiche e commerciali. Tale circostanza ha rilevanti impatti sulle locazioni degli immobili commerciali. Quali sono le norme a cui far riferimento per gestire questi contratti?

L'emergenza sanitaria, che ha determinato il blocco di numerose attività, inciderà sui patrimoni aziendali e molte imprese si troveranno a dover ripianare le perdite. Nel nuovo contesto, che si manifesterà al termine di questa crisi, sarà necessario verificare se le risorse stanziate dalle misure governative possano essere sufficienti per garantire la liquidità ridotta dal cd. lockdown o se serviranno ulteriori capitali per rafforzare il patrimonio e svolgere l'attività aziendale. In quest'ultimo caso potrebbero essere richieste operazioni straordinarie, come gli aumenti di capitale. Il Codice Civile prevede due modalità di aumento di capitale.

L’emergenza epidemiologica da Coronavirus sta determinando ritardi ed inadempimenti nell'esecuzione delle obbligazioni contrattuali, da cui derivano responsabilità e penali a carico del soggetto obbligato. Sulla questione è intervenuto anche il decreto cd. Cura Italia (D.l. n. 18/2020) ai fini di individuare le ipotesi di esclusione dall'obbligo di risarcimento del danno per i ritardati o omessi adempimenti. 

È tempo di procedere alla convocazione delle assemblee societarie al fine di approvare i bilanci dell'anno 2019. L'emergenza COVID-19 determina tuttavia problemi organizzativi, su cui è intervenuto il decreto legge cd. Cura Italia del 16 marzo 2020. 

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