Con la circolare n. 102159 del 14 febbraio 2018 il Ministero dello Sviluppo Economico ha aggiornato le modalità di accesso al sistema di aiuti alla nascita ed allo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di startup innovative. La prima novità riguarda l'estensione dei beneficiari delle agevolazioni.

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Dalle ore 15.00 di oggi, 5 settembre, fino alle 17.00 del 5 ottobre 2017 sarà operativo il bando della Regione Veneto che riconosce un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese per l'avvio ed il consolidamento delle startup innovative. Di seguito i dettagli.

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Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 3699/C del 13 giugno 2017, ha introdotto nuove disposizioni per comunicare l'elenco dei soci con trasparenza rispetto alle fiduciarie. Come si dovrà ora procedere?

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È tempo di approvazione dei bilanci. A questo adempimento per le società innovative (startup e PMI) si aggiunge quello dell'aggiornamento delle proprie informazioni al Registro Imprese necessario per confermare i requisiti necessari all'iscrizione nelle apposite sezioni speciali.

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Tra i requisiti, che una società deve possedere per l'iscrizione nella apposita sezione speciale del Registro Imprese dedicata alle startup innovative, l’art. 25 del D.l. n. 179/2012 indica "il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non superiore a 5 milioni di euro" a partire dal secondo anno di attività.

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Una startup, che ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, si considera innovativa e, quindi, può essere iscritta nell'apposita sezione speciale del Registro delle Imprese, se possiede almeno 1 dei seguenti requisiti:

  1. spese in ricerca e sviluppo maggiori o uguali al 15 per cento del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione;
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Con la Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico 14 febbraio 2017 n. 3696/c sono state date agli uffici del Registro delle Imprese nuove istruzioni in materia di controlli per l'iscrizione e la successiva permanenza nelle sezioni speciali previste per le startup e per le PMI innovative. 

Per le startup innovative nella Circolare si legge quanto segue:

  1. la startup deve essere una "società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione": questa verifica è compiuta dagli uffici che possono rilevare il tipo societario mediante accesso al Registro delle Imprese. Per quanto riguarda l'assenza della quotazione, potrà essere verificata tramite la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB);
  2. la startup può anche essere una società con sede in un Paese dell'Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo purché abbia una sede produttiva o filiale in Italia, parametro che deve essere accertato secondo quanto stabilito nelle direttive 89/666/CE e 2002/17/UE;
  3. la startup non deve essere costituita da più di sessanta mesi, termine da calcolare a decorrere dalla data di costituzione della società e non dall’inizio dell’attività o dall’iscrizione al Registro delle Imprese;
  4. con riferimento al requisito n. 2) (percentuale di dipendenti “qualificati”) si chiarisce ulteriormente che l’impiego del personale qualificato può avvenire sia in forma di lavoro dipendente che a titolo di parasubordinazione o, comunque, "a qualunque titolo" (es. il socio amministratore) e che devono essere descritti i titoli accademici più elevati conseguiti dai membri del team;
  5. con riferimento al requisito n. 3) (proprietà industriale ed intellettuale) si precisa che gli uffici devono verificarne la sussistenza tramite accesso alla banca dati dell’Ufficio italiano brevetti e marchi e allo speciale registro tenuto dalla Società italiana autori ed editori (SIAE) per i programmi software originali e mediante il controllo del legame diretto tra la privativa o il software originale e l'oggetto sociale e l'attività di impresa.

Per le PMI innovative, invece, la Circolare stabilisce che, al fine di individuare il tipo societario, occorre attenersi alle previsioni contenute nella raccomandazione comunitaria 2003/361/CE, che definisce la PMI. Sull’adempimento del bilancio certificato, si prevede che gli uffici dovranno verificare che la certificazione sia stata resa secondo quanto prevede il decreto legislativo n. 39 del 2010 (cd. “revisione legale”).

Il Ministero ha così fornito uno strumento informativo per ridurre le incertezze per le imprese e rendere più chiara e di facile applicazione la disciplina su startup e PMI innovative.

Avv. Marco De Paolis

STUDIO LEGALE DE PAOLIS
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