Domani primo seminario sulle startup e PMI innovative (ore 15, Brescia, Crystal Palace - sede Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia).

L'Avv. Marco De Paolis interverrà su come si avviano e possono crescere e svilupparsi le società innovative. A introdurre i lavori l'ing. Maria Grazia Cerchia per l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia e Stefano Ottolini per innexHUB.

STUDIO LEGALE DE PAOLIS
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
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Questo il programma del ciclo di 3 seminari, organizzato dall'Ordine degli Ingegneri di Brescia e patrocinato da Innexhub, in cui sarà relatore l'avv. Marco De Paolis. 

L'obiettivo dei seminari, accreditati per la formazione professionale degli ingeneri, è fornire gli elementi principali di inquadramento teorico/pratico in grado di consentire al professionista di valorizzare le potenzialità dell’innovazione nonché di avviare e gestire un’impresa innovativa.

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Dal 7 marzo, grazie al bando MARCHI+3, le PMI possono accedere agli oltre 3,8 milioni di euro di contributi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico per favorire la registrazione di marchi comunitari presso l’Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) o presso l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI). 

Nel post del 3 maggio abbiamo segnalato che il D.l. n. 50/2017 ha esteso a tutte le PMI, in forma di società a responsabilità limitata, l'accesso all'equity crowdfunding come strumento di finanziamento. Prima di presentare una raccolta di capitali su uno dei portali autorizzati è necessario tuttavia provvedere ad adeguare lo statuto della società. Quali sono le modifiche necessarie?

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Il D.l. n. 50/2017 ha reso definitivamente operativa la norma, che estende alle PMI, costituite in forma di società a responsabilità limitata, la possibilità di offrire il proprio capitale mediante l'equity crowdfunding, prevista dalla Legge di Bilancio 2017, come anticipato in questo post del 22 marzo. 

Oltre all'opportunità di ricorrere ad una raccolta di capitali, l'articolo 57, comma 1, del D.l. 50/2017 introduce anche altre disposizioni mediante le quali l’investimento nel capitale delle società a responsabilità limitata può essere incentivato.

Come premesso è abolito il divieto di collocazione presso il pubblico delle quote delle PMI, costituite come società a responsabilità limitata e, quindi, è autorizzato il ricorso all'equity crowdfunding.

Si tratta chiaramente di innovazioni, che possono avere un impatto significativo nel favorire la crescita e gli investimenti delle PMI.

Avv. Marco De Paolis

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La Legge di Stabilità 2017 (articolo 1, comma 70, lettera b), Legge 11 dicembre 2016, n. 232) ha introdotto la possibilità di raccogliere capitali di rischio tramite portali on line per tutte le PMI nonché per gli organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società, che investono prevalentemente in PMI. 

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Le società (startup innovative o PMI), che promuovono campagne di equity crowdfunding, devono fornire specifiche informazioni sui soci: gli articoli 4, comma 3, lett. h) D.l. n. 3/2015 e 25, comma 12, lett. g), D.l. n. 179/2012, richiedono, ad esempio, il deposito del curriculum vitae. 

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L'operazione di aumento di capitale si definisce reale in caso di incremento del patrimonio sociale oppure nominale qualora siano destinate a capitale poste di patrimonio netto senza incremento del patrimonio sociale.

In caso di aumento di capitale reale vale la regola generale della inscindibilità. Per le società a responsabilità limitata il terzo comma dell'articolo 2481 bis cod. civ. prevede, infatti, che, qualora l'aumento non sia integralmente sottoscritto, la delibera non vincola la società ed i sottoscrittori, i quali avranno diritto alla restituzione di quanto versato. È, dunque, necessaria una espressa previsione (clausola di scindibilità) nella delibera per consentire che, in caso di aumento non integralmente sottoscritto, il capitale sia aumentato di un importo pari alle sottoscrizioni raccolte.

Nelle raccolte di equity crowdfunding, ora consentite non solo alle startup innovative, ma anche a tutte le PMI, il regolamento Consob prevede che, in caso di mancato perfezionamento della campagna attivata sul portale (ovvero non è stato conseguito l'importo prefissato o una quota di esso, pari almeno pari al 5%, non è stata sottoscritta da investitori professionali), le somme versate debbano essere restituite agli investitori. 

Per tale ragione nell'equity crowdfunding la raccolta avviene in linea generale con un aumento di capitale inscindibile per l'importo della campagna. Tuttavia, nella prassi, si sta consolidando l'uso della clausola di scindibilità. In questo modo la società emittente potrà definire una soglia minima al di sotto della quale la raccolta di capitale sarà inefficace (cd. aumento di capitale inscindibile) e una soglia massima di raccolta, il cui raggiungimento o meno non incide sulla validità delle sottoscrizioni parziali effettuate.

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Con la Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico 14 febbraio 2017 n. 3696/c sono state date agli uffici del Registro delle Imprese nuove istruzioni in materia di controlli per l'iscrizione e la successiva permanenza nelle sezioni speciali previste per le startup e per le PMI innovative. 

Per le startup innovative nella Circolare si legge quanto segue:

  1. la startup deve essere una "società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione": questa verifica è compiuta dagli uffici che possono rilevare il tipo societario mediante accesso al Registro delle Imprese. Per quanto riguarda l'assenza della quotazione, potrà essere verificata tramite la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB);
  2. la startup può anche essere una società con sede in un Paese dell'Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo purché abbia una sede produttiva o filiale in Italia, parametro che deve essere accertato secondo quanto stabilito nelle direttive 89/666/CE e 2002/17/UE;
  3. la startup non deve essere costituita da più di sessanta mesi, termine da calcolare a decorrere dalla data di costituzione della società e non dall’inizio dell’attività o dall’iscrizione al Registro delle Imprese;
  4. con riferimento al requisito n. 2) (percentuale di dipendenti “qualificati”) si chiarisce ulteriormente che l’impiego del personale qualificato può avvenire sia in forma di lavoro dipendente che a titolo di parasubordinazione o, comunque, "a qualunque titolo" (es. il socio amministratore) e che devono essere descritti i titoli accademici più elevati conseguiti dai membri del team;
  5. con riferimento al requisito n. 3) (proprietà industriale ed intellettuale) si precisa che gli uffici devono verificarne la sussistenza tramite accesso alla banca dati dell’Ufficio italiano brevetti e marchi e allo speciale registro tenuto dalla Società italiana autori ed editori (SIAE) per i programmi software originali e mediante il controllo del legame diretto tra la privativa o il software originale e l'oggetto sociale e l'attività di impresa.

Per le PMI innovative, invece, la Circolare stabilisce che, al fine di individuare il tipo societario, occorre attenersi alle previsioni contenute nella raccomandazione comunitaria 2003/361/CE, che definisce la PMI. Sull’adempimento del bilancio certificato, si prevede che gli uffici dovranno verificare che la certificazione sia stata resa secondo quanto prevede il decreto legislativo n. 39 del 2010 (cd. “revisione legale”).

Il Ministero ha così fornito uno strumento informativo per ridurre le incertezze per le imprese e rendere più chiara e di facile applicazione la disciplina su startup e PMI innovative.

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