Dal 7 marzo, grazie al bando MARCHI+3, le PMI possono accedere agli oltre 3,8 milioni di euro di contributi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico per favorire la registrazione di marchi comunitari presso l’Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) o presso l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI). 

Con la circolare n. 102159 del 14 febbraio 2018 il Ministero dello Sviluppo Economico ha aggiornato le modalità di accesso al sistema di aiuti alla nascita ed allo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di startup innovative. La prima novità riguarda l'estensione dei beneficiari delle agevolazioni.

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L’affitto di azienda, con cui si proceda alla costituzione di una nuova società, non costituisce un impedimento alla sua registrazione come startup innovativa. Lo ha precisato il Ministero dello Sviluppo Economico con il parere n. 155183 del 3 settembre 2015.

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Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la nota 14 febbraio 2017, prot. 50195, pubblicata il 27 marzo, ha modificato il suo precedente parere (n. 361851 del 17 novembre 2016), con cui aveva previsto l'obbligo di indicazione nella nota integrativa delle spese in ricerca e sviluppo sostenute dalle startup e dalle PMI innovative.

La nuova posizione del Ministero tiene conto delle disposizioni previste dal D.lgs. n. 139/2015, secondo cui per le micro-imprese è soppresso l’obbligo della nota integrativa, della relazione sulla gestione e del rendiconto finanziario. Queste semplificazioni, che non potevano essere utilizzate dalle startup e dalle PMI innovative, diventano ora accessibili anche a queste società.

Pertanto, le startup o le PMI innovativeche intendono vantare il requisito della ricerca e sviluppo, potranno presentare il bilancio con le modalità semplificate previste per le micro-imprese, riportando le informazioni richieste in calce allo stato patrimoniale. Non saranno così più tenute a redigere il bilancio d’esercizio allegando la nota integrativa, in cui devono essere specificate le spese in ricerca e sviluppo.

In questo periodo di preparazione e di approvazione dei bilanci viene così introdotta una significativa semplificazione per le società innovative, che, essendo principalmente di piccole dimensioni, hanno l'opportunità di avere minori oneri a loro carico.

Avv. Marco De Paolis

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Una startup, che ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, si considera innovativa e, quindi, può essere iscritta nell'apposita sezione speciale del Registro delle Imprese, se possiede almeno 1 dei seguenti requisiti:

  1. spese in ricerca e sviluppo maggiori o uguali al 15 per cento del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione;
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Con la Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico 14 febbraio 2017 n. 3696/c sono state date agli uffici del Registro delle Imprese nuove istruzioni in materia di controlli per l'iscrizione e la successiva permanenza nelle sezioni speciali previste per le startup e per le PMI innovative. 

Per le startup innovative nella Circolare si legge quanto segue:

  1. la startup deve essere una "società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione": questa verifica è compiuta dagli uffici che possono rilevare il tipo societario mediante accesso al Registro delle Imprese. Per quanto riguarda l'assenza della quotazione, potrà essere verificata tramite la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB);
  2. la startup può anche essere una società con sede in un Paese dell'Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo purché abbia una sede produttiva o filiale in Italia, parametro che deve essere accertato secondo quanto stabilito nelle direttive 89/666/CE e 2002/17/UE;
  3. la startup non deve essere costituita da più di sessanta mesi, termine da calcolare a decorrere dalla data di costituzione della società e non dall’inizio dell’attività o dall’iscrizione al Registro delle Imprese;
  4. con riferimento al requisito n. 2) (percentuale di dipendenti “qualificati”) si chiarisce ulteriormente che l’impiego del personale qualificato può avvenire sia in forma di lavoro dipendente che a titolo di parasubordinazione o, comunque, "a qualunque titolo" (es. il socio amministratore) e che devono essere descritti i titoli accademici più elevati conseguiti dai membri del team;
  5. con riferimento al requisito n. 3) (proprietà industriale ed intellettuale) si precisa che gli uffici devono verificarne la sussistenza tramite accesso alla banca dati dell’Ufficio italiano brevetti e marchi e allo speciale registro tenuto dalla Società italiana autori ed editori (SIAE) per i programmi software originali e mediante il controllo del legame diretto tra la privativa o il software originale e l'oggetto sociale e l'attività di impresa.

Per le PMI innovative, invece, la Circolare stabilisce che, al fine di individuare il tipo societario, occorre attenersi alle previsioni contenute nella raccomandazione comunitaria 2003/361/CE, che definisce la PMI. Sull’adempimento del bilancio certificato, si prevede che gli uffici dovranno verificare che la certificazione sia stata resa secondo quanto prevede il decreto legislativo n. 39 del 2010 (cd. “revisione legale”).

Il Ministero ha così fornito uno strumento informativo per ridurre le incertezze per le imprese e rendere più chiara e di facile applicazione la disciplina su startup e PMI innovative.

Avv. Marco De Paolis

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