Lunedì, 11 Febbraio 2019 16:56

Società di capitali: vietate le operazioni societarie in criptovalute

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Il conferimento di criptovalute nelle operazioni societarie è un argomento particolarmente controverso come confermano alcune sentenze, che lo hanno vietato. In attesa che siano adottate specifiche disposizioni di legge idonee a risolvere ogni dubbio, quali sono gli argomenti utilizzati dai giudici a supporto delle loro decisioni contrarie?

Il Tribunale di Brescia (decreto n. 7556/2018 del 18 luglio 2018) ha stabilito che non possono essere oggetto di conferimento in natura, quali elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica, le criptovalute, in quanto mancano piattaforme di scambio tra criptovalute o tra criptovalute e monete aventi corso legale in grado di determinarne prezzi attendibili secondo le dinamiche di mercato.

La Corte appello di Brescia (decreto n. 207 del 24 ottobre 2018) ha confermato quanto deciso dal Tribunale: le criptovalute, in considerazione della loro volatilità, non possono costituire oggetto di conferimenti societari. Nel provvedimento si legge che "non è dato conoscere, allo stato, un sistema di cambio per la“ criptovaluta“, che sia stabile ed agevolmente verificabile, come per le monete aventi corso legale in altri Stati (dollaro, yen, sterlina etc). Non è pertanto possibile assegnare alla criptovaluta - in assenza di un sistema di scambio idoneo a determinarne l'effettivo valore ad una certa data - un controvalore certo in euro, essendo a tal fine precluso il ricorso alla mediazione della perizia di stima".

Pertanto, pur prevedendo il secondo comma dell’articolo 2464 cod. civ. che “possono essere conferiti tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica", cioè idonei ad essere misurati secondo parametri oggettivi, le criptovalute non rientrano in tale categoria. L'idoneità di una criptovaluta, a essere oggetto di valutazione, richiederebbe un mercato in grado di consentirne la liquidazione mediante conversione in denaro contante. Secondo i giudici, tale mercato non esiste e, quindi, una perizia avente ad oggetto criptovalute non può essere ritenuta adeguata ed attendibile, anche in relazione alla necessità di garantire eventuali creditori.

Per attribuire un valore effettivo e certo delle criptovalute, attesa la loro volatilità, mancano oggi le condizioni ed il loro utilizzo, quali conferimenti in operazioni come un aumento di capitale (oggetto dei provvedimenti citati), non è autorizzato.

Avv. Marco De Paolis

STUDIO LEGALE DE PAOLIS
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Leggi 67 times Last modified on Martedì, 12 Febbraio 2019 17:44
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